Pratiche di ripescaggio

Ci sono ricerche che sostengono che si consolidino molto meglio i contenuti chiedendo agli studenti di tirare fuori quello che hanno già nella testa piuttosto che cercare nuovi modi di ficcargli dentro quello che gli abbiamo già detto.

https://www.cultofpedagogy.com/retrieval-practice/

Approfondimento qui: http://www.retrievalpractice.org/

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Funzioni invertibili

Da undergroundmathematics:

https://undergroundmathematics.org/combining-functions/making-inverse-functions

https://undergroundmathematics.org/combining-functions/invertibles

 

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Integrali

Attività di Undergroundmathematics:

https://undergroundmathematics.org/product-rule/integral-chasing-2

e più in generale gli integrali: https://undergroundmathematics.org/product-rule

 

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Raggruppamenti di sequenze

Attività proposta da underground mathematics

https://undergroundmathematics.org/sequences/sort-it-out

 

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Lezione partecipata. Sì, ma quanto?

Riassumo quello che ho imparato oggi per impararlo meglio.

Non sono l’unica che si entusiasma quando 5 o 6 studenti partecipano attivamente alla lezione. E nemmeno sono l’unica a credere che questa sia una lezione partecipata. Eppure 5 o 6 studenti sono solo il 25% della classe. https://www.cultofpedagogy.com/fisheye/

Invece dovrei impegnarmi di più anche con gli altri (inspire=to make someone want to do something):

  • studiare attività in cui gli studenti partecipano in modo anonimo e quindi anche i più timidi non si eclissano (software e Lim ad esempio classkick)
  • far lavorare i ragazzi a gruppi o in coppia in modo che siano costretti a discutere fra loro (che fa meno paura)
  • far condurre la lezione agli studenti (ci può essere più di un insegnante in ogni classe)

  • sdrammatizzare l’errore e renderlo anzi desiderabile per ragionarci su ed imparaer meglio. https://www.teachingchannel.org/videos/class-warm-up-routine

D’altra parte una ricerca americana sulle competenze più apprezzate nelle persone da assumere o negli studenti universitari da ammettere mette l’abilità di comunicare a voce o per iscritto ai rpim posti fra i desiderata, al di sopra anche della capacità di lavorare in gruppo o di saperla lunga in fatto di informatica. https://twitter.com/ddmeyer/status/897949588249640960/photo/1?ref_src=twsrc%5Etfw&ref_url=http%3A%2F%2Fblog.mrmeyer.com%2F2017%2Fthree-opportunities-for-free-online-professional-development-that-start-today%2F

Ma come fare a trovare ispirazione? Parrebbe che lo studio individuale dell’insegnante solitario non sia la scelta più efficace. Meglio, molto meglio trovare dei colleghi elettivamente affini ed organizzare con loro incontri periodici, magari settimanali, durante i quali scambiarsi idee, frustrazioni e domande. Qualcuno chiama questi incontri Marstermind https://www.cultofpedagogy.com/educator-mastermind/

Chissà se questo bisogni di crescere in compagnia non sia proprio la ragione per cui la formazione personalizzata, così promettente in teoria, non produce ancora risultati. Forse le manca quella componente di socialità che pur con tutti i suoi limiti la lezione di classe ha. https://www.edsurge.com/news/2017-08-11-where-we-went-wrong-atlanta-educators-reflect-on-failed-tech-implementation

 

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Uguaglianza

Don Milani: “non c’è niente di più ingiusto che fare parti uguali tra diversi”.

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Come insegnare la matematica?

Interessante articolo che propone di abbandonare la didattica trasmissiva classica: http://www.lavoroculturale.org/l-arte-esatta/

E’ quello che tento sempre di fare ma con tanti dubbi relativamente ai risultati che ottengo

Forse si potrebbe sottoporre quest’articolo agli studenti e sentire cosa ne pensano

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