Stress e motivazione

Gli studiosi di intelligenza emotiva si vanno chiedendo: se cresce lo stress e diminuisce l’empatia, dove va a finire la collaborazione?

E’ interessante leggere questo articolo in chiave di ausilio alla didattica della matematica (almeno, per me la prima parte lo è). Provo a sintetizzarne i punti salienti di contatto.

Vi si sostiene che alcuni studi affermano che il modo in cui le nostre reazioni naturali allo stress, non sono fatte per rispondere allo stress dovuto a situazioni complesse (ad esempio una prova di matematica). Il pericolo naturale è un pericolo di vita per il quale la reazione migliore è quella più rapida ed efficace (la fuga o l’attacco) per ottenere la quale il nostro sistema chiude i circuiti di analisi che allungherebbero i tempi di reazione e promuove la ripetizione del noto. Ma la realtà complessa delle nostra società, così come la complessità di una verifica di matematica, per quanto spaventose, non rappresentano pericolo di vita immediato e perciò lo strumento innato non è adatto: non offre nessuno spazio dunque alla riflessione né quindi all’innovazione. Ecco forse i fallimenti in verifica di alcuni ragazzi che pur hanno studiato.

Verrebbe da dire che le emozioni siano deleterie sia nella nostra società, sia nelle nostre classi di matematica. E quindi sembrebbe che una valutazione rigidamente fondata sui dato (o sul risultato effettivo) sia la migliore opzione. Ma nemmeno l’esclusione delle emozioni è una scelta vincente se si considera il vero contesto, che è sempre più vasto di quello che sembra: se il focus sui dati sopprime l’attenzione alle conseguenze sociali dell’azione umana, si possono prendere decisioni pericolose: poco etiche (dice l’articolo) o poco motivanti (dico io).  La sovrabbondanza di dati che le nuove tecnologie ci permettono di governare ci spinge appunto verso una esclusione della consapevolezza relazionale (ad esempio ci porta a non perdonare gli errori e quindi a pregiudicare il voto finale tramite la media).

La soluzione secondo loro è nell’imparare a gestire le emozioni e non nello scartarle. Seeeeembra facile!

Per la matematica mi propongo di valutare le prestazioni tramite una media meno rigida della media aritmetica: la mediana. Quest’anno confronterò i risultati degli studenti nelle due maniere, e poi deciderò per il futuro.

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