Riflessioni metodologiche 1

Ultimamente mi accorgo che leggo, leggo ma non trattengo le idee come vorrei: me ne resta, sì, un’impressione generale ma alla resa dei conti non so riferirne bene e quindi non me ne sento sicura.
Forse, mi sono detta, devo leggere meno e riflettere di più e così ho deciso di  non limitarmi a prendere riferimenti ma di cominciare a scriverci sopra qualche pensiero
Oggi, per l’appunto, rifletto su ciò che ha scritto un certo Brett Gillan qui (in parentesi quel che ho aggiunto io):

“Penso che siccome anche troppi tra noi (insegnanti) hanno incontrato degli ‘zombie matematici’ – studenti che possono eseguire tutti i passi della risoluzione di un problema senza riuscire a mostrare di aver capito davvero come e perché funziona la procedura che hanno applicato – non si possa avere una gran fiducia nell’assunto secondo cui la correttezza procedurale è necessariamente equivalente alla corretta comprensione. David Wees ne ha appena fornito un eccellente esempio qui sopra (questo David Wees ha discusso dell’opportunità di chiedere ai ragazzi di spiegare con le loro parole quello che stanno facendo. Pare infatti che un certo Benny avesse sviluppato una procedura tutta sua che funzionava in un’altissima percentuale dei casi e falliva incomprensibilmente in altri: se gli fosse stato chiesto di spiegare cosa faceva, con parole sue, avrebbe messo in evidenza il suo errore e sarebbe stato corretto prima. David Wees suppone che di studenti come Benny ce ne siano parecchi. Ma torniamo a Brett Gillan.)

Chiedere la spiegazione completa agli studenti, in aggiunta ai calcoli, ha il doppio vantaggio di consentire che siano riconosciuti e corretti precocemente gli equivoci e in più che gli studenti siano incoraggiati a considerare la matematica come una disciplina densa di significato piuttosto che una lunga lista di procedure da applicare in diversi contesti. Le tecniche di insegnamento costruttivista sono meno efficienti nell’ottenere disinvoltura procedurale in un dato contensto, ma sono spesso più efficaci nell’ottenere che gli studenti sviluppino in matematica solide basi concettuali.”

Condivido in pieno la tesi, tanto è vero che io stessa sono convinta di chiedere abbondantemente le ragioni in base alle quali i miei ragazzi fanno quello che fanno. Perché dunque tanti dei miei continuano a non sapere perché fanno quello che fanno?

Forse il mio abbondantemente non è abbastanza. Ma come la mettiamo con la tempistica del programma e con il fatto che forse l’abbondante giusto si sviluppa solo nel rapporto uno a uno?

Sto insomma pensando per quest’anno di chiedere ai ragazzi (organizzati opportunemente a coppie, così ne discutono fra loro) di spiegare soluzioni o procedure per iscritto con l’idea di correggerne 2 o 3 (il che significa 4 o 6 voti ogni volta) Ma come valutare questi lavori?

Potrei invece far valutare il lavoro di una coppia ad un altra coppia in base a criteri prestabiliti e limitarmi a valutare la valutazione di 2 o 3 coppie. Che ne dite?

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Stress e motivazione

Dal seguente articolo traggo un paio di insegnamenti da comunicare alla bisogna:

Stress: i problemi sono più grandi delle mie risorse -> rimpicciolisci i problemi o incrementa le risorse
Solitudine: allevia quella degli altri e non sentirai più la tua

Abbiamo risorse affettive potenzialmente illimitate 🙂

http://www.6seconds.org/2017/10/03/feeling-assaulted-headlines/?mc_cid=f08833d042&mc_eid=f6d31eba03

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Formulario derivate

https://www.math.it/formulario/derivate.htm

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Capitalizzazione composta e anatocismo

Articolo ben fatto dalla banca d’Italia

https://www.bancaditalia.it/servizi-cittadino/cultura-finanziaria/informazioni-base/anatocismo/

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Come indirizzare verso di sé le ali della fortuna

Ecco il testo di un Ted-talk sulla fortuna

Può essere molto utile quando si cerca di motivare i ragazzi a fare la fatica di apprendere. In particolare ho infatti apprezzato l’idea di uscire dalla zona di comfort per prendersi piccoli rischi: è sempre così che si impara qualcosa di nuovo e sapere qualcosa in più è sempre una fortuna

Per la vita invece è molto utile anche l’idea di ringraziare chi ci ha dedicato il suo tempo (anche quello porta fortuna) e quella di vedere cosa c’è di buono anche nelle cose peggiori

Thank you.

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Giga, tera, ecc.

L’inizio di questo numero di RM è molto interessante per l’introduzione delle basi di conto e degli ordini di grandezza: http://www.rudimathematici.com/archivio/231.pdf

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Numerazione in base 2: Codice Binario

Interessante video ti Ted-Ed sul tema, molto chiaro

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